Pioggia. 19 gradi.
Dopo settimane, un temporale rompe quest’estate interminabile, in cui il caldo e la siccità non ci hanno dato tregua. Ma dopo questa giornata autunnale, domani il caldo ritorna…
Con questa temperatura non puoi sottrarti a una corsa all’aria aperta: senza agonia, senza doverti fermare a ogni fontana che incontri, senza boccheggiare per una fame d’aria che non riesci a saziare.
E da qui parte una riflessione.
Fare sport all’aria aperta diventa sempre più difficile. Non è solo una questione di “sensazione”: diventa pericoloso, stressante e forse anche poco allenante. Il fisico raggiunge i suoi limiti e l’acclimatazione sembra impossibile.
Sono il primo a sostenere che fermarsi sia sbagliato. Meglio fare poco, ma quel poco che fai ti ripagherà in autunno, quando arriverai più resistente e più in forma rispetto a chi non ha fatto nulla per tutta l’estate. Però capisco anche che non sia da tutti.
Non è da tutti alzarsi alle 5 per fare una corsa alle 6 del mattino, quando le temperature sono ancora gradevoli.
Non è da tutti tollerare il caldo e l’afa anche durante uno sforzo.
Non è da tutti trovare il tempo e la voglia di correre nelle ore meno calde, compatibilmente con il lavoro e gli impegni personali.
Il caldo non ci espone soltanto a limiti fisici: ci toglie il diritto di fare sport all’aria aperta.

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