Runner accovacciato ed esausto sull'asfalto screpolato al tramonto, con lo skyline della città sullo sfondo
Running21 agosto 20261 minuti

Il caldo ci toglie il diritto di allenarci

Pioggia. 19 gradi.

Dopo settimane, un temporale rompe quest’estate interminabile, in cui il caldo e la siccità non ci hanno dato tregua. Ma dopo questa giornata autunnale, domani il caldo ritorna…

Con questa temperatura non puoi sottrarti a una corsa all’aria aperta: senza agonia, senza doverti fermare a ogni fontana che incontri, senza boccheggiare per una fame d’aria che non riesci a saziare.

E da qui parte una riflessione.

Fare sport all’aria aperta diventa sempre più difficile. Non è solo una questione di “sensazione”: diventa pericoloso, stressante e forse anche poco allenante. Il fisico raggiunge i suoi limiti e l’acclimatazione sembra impossibile.

Sono il primo a sostenere che fermarsi sia sbagliato. Meglio fare poco, ma quel poco che fai ti ripagherà in autunno, quando arriverai più resistente e più in forma rispetto a chi non ha fatto nulla per tutta l’estate. Però capisco anche che non sia da tutti.

Non è da tutti alzarsi alle 5 per fare una corsa alle 6 del mattino, quando le temperature sono ancora gradevoli.
Non è da tutti tollerare il caldo e l’afa anche durante uno sforzo.
Non è da tutti trovare il tempo e la voglia di correre nelle ore meno calde, compatibilmente con il lavoro e gli impegni personali.

Il caldo non ci espone soltanto a limiti fisici: ci toglie il diritto di fare sport all’aria aperta.

Francesco Maietti

Francesco Maietti

Corro, leggo, smanetto con la tecnologia e penso un po’ troppo. Questo blog è il posto dove raccolgo tutto.

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